L'Isola - Stelle su Enosim

Stelle su Enosim
Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito.

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L'Isola

L'Isola di San Pietro, è situata al largo della penisola del Sulcis, nella parte sud-occidentale della Sardegna. Ha un'estensione di 51 km²  ed é la sesta isola italiana e circa 6.100 abitanti prevalentemente concentrati nella località di Carloforte, unico centro abitato dell'isola.
 
Dal punto di vista geologico l'isola è di antica origine vulcanica vulcanica. I segni di tale attività (colate laviche, crateri), pur evidenti, risalgono prevalentemente al Miocene inferiore e comprendono vulcaniti legate a un magmatismo acido.
 
I 33 km di costa dell'isola sono prevalentemente rocciosi. Lungo le coste occidentale e settentrionale si trovano alcune grotte, insenature, falesie e piscine naturali con diverse piccole spiagge. La costa occidentale presenta degli strapiombi a picco sul mare ed è dominata dal faro di Capo Sandalo. La costa orientale, sulla quale si trova anche il porto di Carloforte, è invece bassa, pianeggiante e sabbiosa.
 
 
L'isola è punteggiata da piccoli orti a conduzione esclusivamente familiare, soprattutto nella parte orientale, protetta dai venti dominanti. Si pratica inoltre la coltivazione di diverse varietà di vite , tra le quali un vitigno autoctono, del fico e del fico d'India; solo nelle vallette e pendii più riparati dal maestrale sono possibili coltivazioni di altre varietà di alberi da frutto.La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea, caratterizzata da essenze quali cisto, mirto, lentisco, corbezzolo  e ginepro. Sono inoltre presenti la palma nana o palma di San Pietro, unica palma spontanea d'Europa . I terreni più aridi, rocciosi ed impervi sono dominati dalla gariga, con specie come il rosmarino e l'elicriso . Nei luoghi meno esposti al maestrale vi sono boschi naturali di pino d'Aleppo e macchie alte di leccio . Sono presenti anche alcuni rari endemismi botanici come l'astragalo marittimo.
 
 
Sulle falesie affacciate sul mare nidifica una nutrita colonia di falco della regina , che in autunno migra in Madagascar dove sverna. Negli stagni e nelle lagune vivono numerose colonie di uccelli acquatici, compresa una nutrita colonia di fenicotteri rosa . Nell'isola è presente una specie di coleottero unica al mondo, la Cicindela campestris saphyrina.
 
Nel periodo compreso tra il 15 maggio ed il 15 giugno, al passaggio dei tonni lungo le coste delle isole di Sant'Antioco e di San Pietro, viene effettuata la "calata della tonnara" ossia la tradizionale impresa collettiva di pesca del tonno rosso .
 
 
Il clima è fresco-tiepido ed umido in inverno mentre è decisamente caldo, soleggiato ed arido in estate. Il mare opera un'azione mitigatrice delle temperature massime e minime durante l'arco dell'anno.
 
La maggior parte della vegetazione e le fioriture della flora spontanea si hanno copiosamente in inverno, ed in genere da Gennaio fino ad Aprile, quando l'isola assume una veste verdeggiante, sia nelle specie erbacee che arbustive. L'estate botanica inizia a Maggio.
 
 
Il vento dominante è il maestrale, da nord-ovest, che può raggiungere velocità superiori ai 100 km/h, determinando impetuose mareggiate che spazzano le coste dell'isola sopravvento, specialmente durante l'inverno, in seconda importanza è lo scirocco, da sud-est. Questo rende necessaria la distinzione dell'isola in due parti: quella sopravvento (lato Ovest) esposto ai venti violenti invernali, poco abitata e dominio della macchia spontanea, ed una parte (a Est) abitata e più ricca di vegetazione.
 
La media annuale delle precipitazioni è relativamente bassa, raggiungendo i 390-400 millimetri, le precipitazioni si hanno soprattutto in autunno - inverno.
 
 
Storia
 
L'isola è frequentata dall'uomo fin dall'antichità. I fenici la chiamavano "Enosim" , mentre per i greci era "Hieracon Nesos" e per i romani "Accipitrum Insula" (Isola degli sparvieri, o dei falchi). Il nome deriva dalla presenza di un piccolo falco migratore, il falco della regina, che è presente e nidificante in una numerosa colonia, accuratamente protetta, residente sulle inaccessibili e scoscese falesie costiere.
 
Le frequentazioni dei fenici, dei sardi, e molto più tardivamente dai romani hanno lasciato sull'isola le vestigia preistoriche di quelle culture, specialmente tombe, analoghe a quelle della contigua isola di Sant'Antioco e della costa sarda del Sulcis. A partire dal 1738, sull'isola allora disabitata, giunse una popolazione di lingua ed origini liguri provenienti da Tabarca, piccola isola tunisina dove, nel 1542, erano sbarcate circa trecento famiglie provenienti da Peglie dintorni su invito dei Lomellini, nobile famiglia genovese che era riuscita ad ottenere in concessione dall'imperatore Carlo V in quel piccolo territorio allo scopo di praticarvi la pesca del corallo ed il commercio in generale. I discendenti dei coloni provenienti da Tabarca costituiscono fondamentalmente la popolazione attuale, parlante in grande prevalenza la lingua di radice ligure detta tabarchina. La lingua e le origini sono condivise con la popolazione di Calasetta, soggetta nel 1770 ad analoga colonizzazione di popolazione di eguale origine, nella parte contigua dell'isola di Sant'Antioco.
 
La fondazione della città di Carloforte sull'isola di San Pietro fu dedicata al re Carlo Emanuele III di Savoia, promotore della colonizzazione; il nome dell'isola è invece più antico, e fu scelto come riferimento alla devozione della popolazione verso San Pietro il quale, secondo una leggenda, vi approdò nel 46 d.C.
 
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